Pura dottrina delle medicine del Dr. Samuele Hahnemann... Primo volgarizzamento italiano dall' originale tedesco impresso in Dresda nel 1811 presso Arnold, per cura del Dr. Francesco Romani. / Title Contents

Title Contents


Page  [unnumbered] - Front Matter

PURA DOTTRINA DELLE MEDICINE DEL D.r SAMUELE HAHNEMANN. VOL. II. PARTE PRIMA.

Page  [unnumbered] - Title Page

PURA DOTTRINA DELLE MEDICINE DEL D.r SAMUELE HAHNEMANN CONSIGLIERE DI S. A. SERENISSIMA IL DUCA D ANIALT-KEOTHIIEN Primo volgarizzamento italiano xdall'originale tedesco impresso in Dresda nel 181 presso Arnold PER CURA DEL D.r FRANCESCO ROMANI SozIo ONORARIUO DELL' ACCADEMIA MEDICO-CHRIURGICA, E DEL REALE ISTITUTO DI INCORAGGIAMENTO DI NAPOLI DELLA SoCIETA' ECONOMICA DELLA PRlOVINCIA DI APRITZZO CITRA; DELL' ACCADEXIA DBI VELATI DI AQUILA; DELL' ARCADIA DI IM]Aj ec. cc. VOL. II. PARTE PRIMA. N

Page  I

PR A AMl13OILQ Vir in multis expertus, cogitabit multa: et qui multa d~idicit, enarrabit intellecturn: qui non est expertus, pauca reco gnoscit. E~CCLESIASTIC. cap. xxxiv. Vr. 9. Miprese vaghezza di conoscere la dot-.". trina di NAIINEMANN, e di far At che alttn ancora,- rendendosi man mano di ragion pub-. blica ii nostro volgarizzamento, la conoscesser del pari. Le controversie scientifiche a quando, a quando surte mi condussero ad entrare in ragionamenti, q{fiine di chiarire qualcite punto d

Page  II

21 prolisso. E pvremi acconcia quella ripartizione, tra perche dava cos' un comodo riposo at lettore, e perch' esplicava due subbietti, che ottimamente dimoran disgiunti. Ii primo discorso, propriamente parlando, dichiara la ragion deli' uso de' medicamenti tratti da veleni; e il secondo, le forze dinamiche de' medicamenti. La quistione ragguarda meglio i generali, che i particolari. Fattomi a rilegger tutto da capo, ' chiaramente compreso, che cid che per me si A scritto, e poco alla vulgar ge

Page  III

Nullus addictus jurare in verba magistri (i). La Lq enta ' naturalmente sopra tutte la altre cose deli' inteliet to nostro, come su'a propria e vera perfezione desideratax) (2). Ed accioceche' niuno o basso o mna figno a' miei limpidi e~ sinceri deWt non f-accia con malvagre cidose una inlerp retazione sinistra, siami scudo di d~ftnsione 1P addurre un sentimento del nobil VArCHI; sentimento, che oreso mio. x) intendete sempre ch' io favello secondo ii picciolo sapere e menomissimo giudizio mio

Page  IV

Jo scriyo, a per me stesso e per chi vorra leggermi spongo le idee di HAHNEMANN tall, che per me s' intendono. Anzi arrogi, che assai nm' e in piacere, che altri abbia messo, e altri metta pure in luce le sue riJlessioni contrarie alla nuova dottrina, quando non venga lorofuggito d' occhio ii doppio oggetto di concorrere all' accrescimento della nostra arte, e di procacciare ii ristoro della gente umana, in difendendo e aiutando la veritat, che sola e ii fonte perenne, da cui 1' uno e L' altro

Page  V

jisi ii Pia che ponno, e al/a perfine "Puna e 1'altr'o raggiugnere, camminando pert Ia via del dibattito. Le diversitdt delle opinioni, le letterarie contese scandalezzano forse, o dan da ridere alle persone non mediche. Ma qual e' quella scienzc, che a/lo spesso non offra principio e foinite ad alcun gcnere, di dispatamenti? Cie si cavi /a inaschera allo errore sempre dannevole, e che, da qua/unque lato dimori, fo/gori la vcritat e trionfi. 33 Chg ella e, ben dice LATTANZIO, una medesima ceche

Page  VI

VI non conoscera ii vero giammai. Abiam comune cOn essi la credenza, che 1' uomo da Dro fu costituito (6) a sentire gl'insegnamenti di lei, che s.ola e madre a tutte le arti, e sola le ammonisce tutte, etutte le nodrisce efomenta. E in fine, a confermamento di ogni lor detto, pur ci attalenta di contestare che quanto 1' uom sa, dalla sapienza P apparo tutto (7). Or bene: a non gittar tempo e fatica, a tesser sodissimo drappo, e non fragil tela di ragno, e giocoforza aver uno

Page  VII

ininando in baja notte, in vece di recar in man la lanterna, dopo agli omenri soi l'lap pendesse? Non iscada dalla memoria degli oppugnatori, che prima delle leggi- positive e del dritto ebbe imperio laforza. Le lin.. gue precedettero-le grammatiche. Fran gia' varcati de'secoli, che oratori facondissimi tuonavano e persuadevano ne' panlamenti e ne' comizi, quando impresero i retori a date le regole della eloquenza. F la logica ancora si compose e ordino assai tardi, e dopo che gli uomini ebbero

Page  VIII

V111 no, quando non si abbia in odio ii bene dell la amanita,,Ei mi i e santo -acccrtatamente affermare essere unfatto, che i medicamenti omiopatici in pochissimi di ii corso di molti mali acuti icidono, in sospendendo, abbreviando, o abolendo ognijflogistico di lor processo, ii quale, co' rimnedi altopatici saria pi" lungo.ný senza travagli, nd senza pericoli. E pure unfatto, che molti mali cronici, o grandi o piccioli che sieno, ricevon ancora da'rimedi omiopatici quella guerigione, cui non s

Page  IX

seguenti pIroblemi. --- Quali vantaggi dispiega la oniopatia nella curagione de' morbi acuti, e quali in quella de' cronici? - Quaii morbi acuti o cronici per essa curansi piii tosto, e con pii di sicurezza, digioconditd, di durevolezza? - Quali sono i morbi, che afJatto non debella? - Quali i morbi, a cui reca unicarnente un ternmporaneo ristoro, e 7non sanita duratura? - E quali i morbi, a cui apporta pjii danno che pro, ondefora mnziglior consiglio lasciar I'infermo in balia di se, o t

Page  X

va- dotti'ina. si annesti alle rirnanenti, che oggid'I Jioriscono nelle scuole principali di Europa?--- E in fine, qisali mod~/cazioni,o cambiamzenti ricqveranno dalla dolttrina di IZJAHNEMANN lazJi'siologia, la patologia, la terapeutica, e la inateria medica degli allopatici? ( Perocche' sem bra impossibile che non ne - debban ricevere) Queste, s" jo in mia sentenza non erro, ne' di temeriica& son tassato, queste mi paiono le utill materie,ý a cui dovrebon porre mente i medici per coinprobar

Page  XI

%I chie sieno. Terr6 in luogo di onore una diritta ed onesta criltica, la quiale illuminandomi lo intelletto mi confermi nelle giuste idee, e dagli errori mi afrjanchi. E a' miei giudici ricolto umnilemente dico: Verum nagite: huic, quli se vo1is credere mavult, Curam ferte brevem. Di Napoli, ii Gecnaajo del 1825. FRANCESCO ROMAN.I

Page  XIII

SULLE QUALITA' POSITIVE DE' RIMEDS DESCRITTI DA HAHNEMANN DISCORS O DI FRANCESCO ROMANI. Viditgue DEUS cuncta, quae feceratf. et erant valde bona. GEzNEs. lib. cap. i, v. 31. Quoniam DEus mortem non fecit, nec laetatur in perditione vivorumn. Creavit enim ut essent omnia: et sanabiles fecis nationes orbis terrarum: et non est in illis medicamentum exterminii, nec inferorum regnum in terra, SAPIENT. lib. cap.i.t. v. 3. 4.* E gli e gran pezza che per queste nostre contrade bugiarda fama discor

Page  XIV

daci' favole, e con.tro i fabbri c prm.opaggatori di osse fanno le risa grnsse in sul viso. Mla' cos"i non conduconsi le persone di picciol cuore, e di picciolis'sima inente. Inabili a forinare un giudizio da se", corrive a creder vero che che si di-vulga su la natara. intrinsica de' rimedi oinio-. patici, a~nno gti'h questi in tristo concetto; inconsideratarnente gli spregiano; e inacerTbite anzi che no, e, coriturbate gli inaladicono. Ne" per avventura mu atteniterci condennare chiunque si co

Page  XV

xv omeri soma, che da' miei; pure vedendo che silenziosi dimorano i valenti sozi, che sanno pii, e che dcliligeliti e destri an fatto tesoro delle piu sode idee date a luce da' buoni ingegni, metto io mano all' opera, e una difesa distendo, chIe alla scarsith delle forte mie si proporzioni. N1 sentimento di umanith soltanto, ne amor di vero me sospingon ad entrare in questa fatica, cui non tem' io di pur chiamare inamabile e ingratissima oltremodo::ma condotto io mi ci sento anche da un dover

Page  XVI

XVI me medesimo fecero alcuni antagonisti colleghi: e rifido che si compiaceranno di leggere riportate con fedelth le loro proposizioni, e le mie risposte. Forse, cacciati in bando i pregiudizi e gli errori, si recheranno a gloria di ricever nell' animo la verith. Le parole consegnate alla carta traggono a se 1 attenzione piu che le dette a bocca. E la moltitudine uscita d'inganno, in che fecerla traboccar le calunnie, pensera drittamente: e, rammorbidato 1' inacerbito spirito, tramutera in ist

Page  XVII

Page  XVIII

sinia riverenza i ponderati giudizi dati senza rug. gine alcuna, i quali onorino cuore e ragione. Ma con altera grandezza d' animo disprezzerannosile malvage sentenze traboccate per far vergogna alla logica, e tituperio alla umnanita. Qualesso fia che non isforzisi coonestar sue operazioni e suoi discorsi, avvegnachI sappia di non sempre poterlo fare a boon dritto? Approda agli avversatori dar una tinta di ragikne al lor odio. Di fatto egli dicono: ) ci opponiamo alla novella dottrina, perch

Page  XIX

Certissimanmento niuno revoca ith dbbi. di. riger la prudenva ii medico, ed essergli scorta, vompagna e lume al letto degli nmmalati. Ma la prudenza e madre di saggi e non di timidi consigli: rattorniata da cento altre virti, che le son tutte germane: rifugge la ignoranza, e alla dottrina strettamente si annoda. Vergognisi di nomninarla chi per anco veduta non 1' ebbe, nb uditala ragionare; ne raccorre percib, ue chin-. dere pote in suo cuore i sapientissimi dettati di lei (5). Perlochh non l

Page  XX

XX tk bianco il nero, e a vicenda nbro ii bianco: a si lodera quello ch' e da condennare, e quello ch' b da commendare, si biasimera. Altro 'e andar a rilento e circospetto in abbracciar novelitaque nihil morantur, et pro admissis accipiunt, quo probare non possunt. Sunt qui, quicquid sub captum eorunz non cadit, spernere, aut parvi pendere pro se ferunt, tanquam impertinens et curiosum: sicque inscitiam suam pro judicio limato obtendunt. Alii distinctionem aliquam semper in promptu habent; et

Page  XXI

le dottrine; altro.rifiutarle, dileggiarle senza averle riconosciute da presso, o assaggiate. Mirisi intanto profondith di sapere, saggezza di contegno! Del processo formato addosso all' autore la prova piii forte, anzi 1P unica e tolta di peso dall'indice di qualsivoglia tossicologia. O gente tirata giiI pienamente! esamina la tempera delle armi, con che si fa guerra all' autore! conosci 1' arsenale, da cui le si cavano fuora, P in. dice d' una tossicologia!!! e la tua amplissima fede presta s

Page  XXII

~II I~ Ed alP oppogito mni metton paura i medici prosontuosi, leggerissimamente instrutti, o di falsa scienza nodriti, i quali possono senza senno a con profana temerita i grandi rimedi adoprare, che nelle lor mani con agevolezza addiverrebbero nocitivi. E ben disse vero un alto filosofo: ti ricorda, senza restar ti ricorda, che giammai la ignoranza partori danno, e che P error solo e funesto: e 1'uonm non esce della diritta via perche non sa; ma perchli crede sapere m. Ora continuerb su di u

Page  XXIII

Ett ~1 Nisi entm quod morbum facit dimoveris, aura getur ( ). Nel vero ii fondamento largo e inconcusso della medicina sla' in questi profoidissimi sensi, che di ostinata meditazione so0 degni. E perche ad un' ora desiderava quel grande, che ii principio gia posto in sodo a vantaggio dlella pratica riuscisse, alla qual tutto debh' esser subordinato e servire, prudentissimamente in questa forma soggiunse: In morbis debilibus medicomenta natura valentia minime sunt exhibenda, neque imbecillitas m

Page  XXIV

la nevýataP I' olio di olive e di mandorle dolcid; i -decottini di fior ti malva e di iacea; gli sciloppi di violette e di pom;; la manna calabra t lo zucchero; le semente di cocomero e di Yucca; ed altri simili soavissiini e sicuri argomenti son doni del cielo segnalatissimi, onnipotentissimi, e che tutte distruggono le malattie, ieno la pecoraggine di cotali trionfatori de' inorbi, e di LIBITINA..Ma se le carte io svolgo d'IPProciAT, di CELSo,, di ARETEO, di GALENO, di AVICENNA, di SYDENHIA

Page  XXV

ilf ad EACOLE per tor la vita a un insetto. Dall' antichith veneranda fu a noi in gran parte la scienza de' forti medicamenti trasmessa. TEOFRASTO, GALENO, DIOSCORIDE, PLINIO, NICANDRO ce n' anno arricchiti. E troppo maggior sarebhe la dovizia nostra in codesto genere, se la voracith del tempo non ci avesse di parecchie altre opere frodati, di che deploriamo con increscimento la perdita (9). Solo ' sconforto, (9) ) Fuor di ogni dubbio b state capito anche da quegli, i quali superficial

Page  XXVI

Xl V I anzi non picciol danno, che senza mende r-6n sieno i volumi di que' principalissimi maestri, ch' entrarono nella trattazione de' piu poderosi fra i medicamenti. Che troppo imperfettamente descritte ci vennero le mnaravigliose forze in talune piante, in taluni animali, in taluni fossili riposte da natura e incastrate: e troppe menzogne altresi con le verita furon miste, e in unt mazzo stesso legate. 1Ed anche allorquando, quasi irretir volessero nostra credenza, scrivono que' gl

Page  XXVII

%Zvi* Si che PLINIO diceia: crescit profecto apud me certe tractatu ipso admiratio antiquitatis: quantoque major copia herbarum dicendi tentissinmo veleno: ii primo non cosi, ma pur e venefico. Pare che gli antichi usassero quello a flore giallo, che e indigeno; giacchB ii vero Napello, de' boschi del nord. - Cap. ii. de Dorycnio. Non b sicuramente ii Dorycnium erbaceum, ne ii suf.fruticosumn LINN. Secondo la descrizione di DioscoRIDE e a noi ignoto, perche i caratteri, che esso gli d'a, non

Page  XXVIII

tin! I restat, tarz(o mnagis adora;'e pristorum in inveniendo curam, in tradendo benignitatemn subit. Strurnenti cosi di ben che di male furon gli eroici rimedi per esso loro adoprati. perata, e le Pezize LINN. - Cap. Xiv. de Opocarpaso. Si crede cssere un succo condensato d' albero ignoto, che spesso ci viene misto alla mirra, e che distinguesi dal sapore estreniamente amaro, scottante, e dal colore rossigno. -- Cap. xv. de Pegano agresti. E ii Peganurn arinala tzvNN.-Cap. xvi. de

Page  XXIX

1xnt Quando lor cadde in taglio di amministrargli in modi retti ed acconci, sollecita fu la guerigion dogl' infermi a porre corona alla maschia lor opera: 1 aggrandiminento poi della malattia e la morte stessa ne venne dietro, allorche male avvenluratamente ne fecer uso non saggio. YNeque vero minus qutae offenderunt, quam Cap. xxv. de Narcoticis quibusdamn, quorum apud vetcres 772ellio occurrit. 11 vitex. kVitex agnuscaslus LrinN. L' Aloe. Aloe. cAla ScHULZE, non riconoscendo in esso forza

Page  XXX

quac profuerunt, ar~temn esse comprob~anet. Siquidem haec quod recte adhibita Juterint, projuzerunt, illa yero ob incommodum eorurn usum nocuerunt 0 1).. Per lo inanifestarsi di alcurui* disastri derivanti dal porgimnento di un gran rinedio, esso alungo andare fu postergato o da tutti, o da-'piut. Si attuff6 nell. obbijo 1' avvantaggioso effetto in altre opportunita ottenuto: e si andb" attorno per rintracciare altro piii blan. do, che fusse da mettere in Muogo di qitello. Io lion diro", che co

Page  XXXI

rXX i sa. E tal sembrami che sia di fatto P opera vantaggiosissima operata da HAHNEMAN, i cui libri vorrebbon essere seriamente e naturamente letti, piu tosto che derisi o appuntati. Addoloravasi la bell' anima di D HIAEN al vedere iJ disprezzo, in che si tenevano tanti utilil medicamenti familiari a' nostri antenati: e facea voti, che se ne trovasser degli altri. ) And& a grado della divina Provvidenza, ei dicca, manifestarci la cognizione delle virti delle piante merce ii naturali istinto

Page  XXXII

W, xU2 I Jere,. o diffidare di poterne aggiugiier de' nuovi. Dies diei.eru ct at verbum, et nox nocti indicat scientiam (14). Ma qual e' mai ]a cagion trista, dihe agi' incrementi di riostra scie-nza e" rintoppo,? Anche a" dl nostri, come gih prima, anno luogo casi fortuiti, e istiiiti di niatura. Vigilantissima 1' antichith" notava ognir cosa, e comunicavala in adopera 'mcnto de' privati e del pubblico. Noi da impeto, vagante mossi, a cose piii sublimi innalzanidoci, dispregiarn quelle ch

Page  XXXIII

lX 1%I1 trasandato senza risposta. In ogni tempo, essi dicono, i rimedi velenosi dalle leggi pit sagge e provvide furono dannati e proscritti N. Presto rispondo e franco: qui la verith e mnanomess'i: ii senso delle parole e stravolto. Contra it detto degli avversari regge a martello ii fatto. Se non e lecito di valersi di rirnedi venefici; a che si permette di prepararli; di conservarli? a che si deputani persone con I' obbligo di tenerii pronti alla richiesta del medico? Cento e cento alber

Page  XXXIV

essi: e studiasi e affaticasi perche' daddovero addivengano e piii. felici e piu perfetti. Ma la religion di lui* e assai delle volte da intrighi,e rnenzogrne sorpresa. Se ii parlirnento di Parigi prornulg6" un arresto contra 1' uso del1' antimionio; non a quel rispettabil consesso vuol darsi c'olpa,. ma a' medici, the iniquarnente e con fraudolenza a liii riferirono iA falso per vero. Ma dopo varcato un secolo, con altro arresto -del parlamento medesimo, 1' antimoinio ritolse 1V antico grado d

Page  XXXV

illy N fia, grave ii tornarci a mernoria i fat. ti, che nella prima introduzione dello innesto del vaiuolo umano nella gentilissima e datta Europa ebber luogo, i quali furono st repitosissimi. Chi pur ricoglieremo da essi, se non. drittamente, almen di rimbalzo, una particella di utilith, e darem peso di pit al nostro presente argomnento. Una donna distinta, ii cui nome suonera grato a tutto le generazioni avvenire, Ledy WVORTLET MONTAGUE diede opera, che da Costantinopoli a Londra la inocula

Page  XXXVI

W, xxIV I lare la figlia. Nella. Gran lBrettagna f6 cos'i posta la pietra angolare, su cui- I a-fabbrica dello innesto, in picciolo, spazio di temipo fn eretta. Compiaciuto ne rest6 ii re e da. bella maraviglia colto: e, premessi ahtr..;saooIf(i iflstituiti in,su le complessioni di alc~uni rei, con altezza di animo lie accett6" immwintinente la pratica, e tut.. ta la reali farniglia fu inoculata. Questo, avve-.nirnento guadagrnb allo, innesto tutti gli anirni di quella gran nazione: c seguitar

Page  XXXVII

xxxvi t, sua voaee, e arringo tntrepidissimo la causa della innesto, della ragione, e della umanith. In questo intippamento difficile ii signor DE LA CONDAMINE ripart P' onor della Francia, e se la rese in senmpiterno obbligata (19). Egli veracissimo eroe i piu forti ostacoli e impacci rimosse, che assiepavano quasi i confini di quel gran regno, e dinegavano 1' adito allo innesto. La persuasione entrb ne' piu saggi. Sgannati i medici si trasser dagli occhi la benda del caro errore, e guardaro

Page  XXXVIII

1111111I guardaron o ancoi'a nel regno, delic due Sicilie. Per verit'a niuna legge' era stata appo noi pro-. inulgata, la qual proibisse la itioculazione. Non pertanto in tutte quasi le nostre faaiglie j pre-. giudizi e gli errori militavano feroccinente coiitressa. Le menti de' inedici dal lume be11issi-~ mo della evidenza non riniascro scosse. Non gli esempi del re d& Ingisilterra eo di Francia, non gli scritli del signor DE LA CONDAMINE, e di tanti altri Jilantropi di eterno isome, non le vi

Page  XXXIX

EXXX1 dello innesto levate a cielo da dotti giornali, non le poche ma felici inoculazioni operate nella metropoli dal benemerito cavalier GATTr, nD le vittime innumerevoli, che davanti i nostri occhi mieteva in ogni anno ii micidiale vaiuolo ci chiarivano de' nostri crrori, o conducevano a seguitar la pratica njiracolosa, che conservava la vita e la bellezza di tanta parte del ge-4 nere umano. Ma vide in fine ii saggio, amatissimo nostro padre e sovrano, FERDINANDO BORBONE, vide

Page  XL

XL e la nostra felicith operb. Velocissima la fama del buon successo volb in tutti i punti del suo reame a rallegrare di una massirna gioia sette milioni di figli. 11 memorabile csenlpio distrusse ogni falsa dottrina che latrava avverso all'innesto: si riconobbe la verita: con entusiasmo ffi ancor seguitata: e ii nome glorioso del sovrano proteggitore ricordossi ogni di fra le lodi, e le benedizioni. cEsco, oggi felicemente regnante: e nella primavera del 1778 fR inocular sh medesimo In Santo L

Page  XLI

E quanti altri fatti rtoti potrebbero' recaral si in mezzo, abili tutti a mostrare via mcglio la falsitit delie opinioni addotte dagli. avversari, c da noi rifiuitate? D'ordinario in sul principio si veggono feroci guerre ingiustamente fatte aIle -nuove dottrine, alle nuove scoverte, a tutte in som*n-ma le nuove piii miii cose; e alla fin delle rini le scoifitte de" nmaladetti errbri, Ai seguitamonto de' combattuti principi, e i trionfi menati dalla vcrita1 (.22). Ma bash i i gia'deito, ch'e fo

Page  XLII

IL I troppo dilungTato mi sono dal mlo proponimento. Ond'e che nel mio arringo rientro: e vegno a porre in luce u'' altra obiezionie a noi fatta, che al primo udirla par che abbia grandissimo nerbo, e che non 6 per verita immeritevole di attento esame. Soslengono que' cotali: 1 la comune materia medica e si sterminatamente ricca di rimedi dolci, piacevoli, innocenti, che ben e dato il poter un ottanta o cento rimnedi velenosi e tremendi cacciare in bando senza rammarico. E oltre