For full access to this item, please  Login

Add to bookbag
Author: Ubaldini, Petruccio, 1524?-1600?
Title: Scelta di alcune attioni, et di varii accidenti occorsi tra alcune nationi differenti del mondo; cauati della selua dei case diuersi. Di Petruccio Vbaldino Fiorentino. ...
Publication Info: Ann Arbor, Michigan: University of Michigan, Digital Library Production Service
2012 November (TCP phase 2)
Availability:

This keyboarded and encoded edition of the work described above is co-owned by the institutions providing financial support to the Early English Books Online Text Creation Partnership. Searching, reading, printing, or downloading EEBO-TCP texts is reserved for the authorized users of these project partner institutions. Permission must be granted for subsequent distribution, in print or electronically, of this text, in whole or in part. Please contact project staff at eebotcp-info@umich.edu for further information or permissions.

Print source: Scelta di alcune attioni, et di varii accidenti occorsi tra alcune nationi differenti del mondo; cauati della selua dei case diuersi. Di Petruccio Vbaldino Fiorentino. ...
Ubaldini, Petruccio, 1524?-1600?

[London: R. Field], M.D.XCV. [1595]
Notes:
Place of publication and printer's name from STC.
Reproduction of the original in the Cambridge University Library.
URL: http://name.umdl.umich.edu/A14167.0001.001

Contents
title page
AL NOBILE ET PRVDENTE ET AMICHE VOL LETTORE DELLA Real natione Inghilese. P. V. F.
text
I. Ella è cosa honesta, che il principio della varietà dello intrapreso sug∣getto proceda dall' essempio chiaro di persona honoramente ri∣guardeuole, & nella medesima aria di gia nata.
II. Non piccola lode si procaccia alla nation doue si pratica da vn forestie∣ro quando s'adopera la penna nella ricordation delle cose Illustri au∣uenutele nei suoi passati secoli non consistendo la nobiltà di quella nella lingua, ma nelle sue proprie attioni honorate.
III. L'opere, che si lascian fatte quanto le son piu persistenti, tanto piu di mostrano la grandezza de gli animi di chi le lasciò.
IIII. Il caso auuenuto à i Giudei nel tempo di cosi chiaro principe non deue punto oscurare il suo splendore ma ritornar sopra le spalle di quella natione, per la sua perversa passata incredulità.
V. Da i buoni costumi si puo sperar sempre buona riuscita, tal che se non del tutto si riesce lodato in desiderata perfettion ai bontà, si accosta l' huomo non dimeno al merito d'vna virtuosa lode tra gli altri tutti.
VI. Da vna natione, che dalla sua origine si sia fatta conoscer sempre in∣quieta non sideue aspettare altro, che imedesimi successi ne i tempi auuenire: conseruandosi nella natura loro le persone di quella con ogni rimedio politico, ch' applicar vi si possa in contrario.
VII. Anchor che le lodi di questo huomo fusser frutti delle sue virtù, si ri∣feriscon non dimeno al singular giudicio del suo predecessore, che lo seppe scerre.
VIII. I funerali de i Principi grandi riescon sempre non solamente à lode dello stato publico, ma ancora ad incitation de i successori al bene o∣perare, oltra che à i popoli sene persuade vn certo che di deità quādo gli habbino vissutto però giustamente, & bene meriti della volontà dell' vniuersale. Circa la quale attione i Romani, che furono i Mae∣stri delle cose piu eccellenti rappresentarono i funerali de i buoni loro Imperatori con modo senza dubbio molto esquisito, come al presente qui si dimostra consecrandoli, & deificandoli.
IX, Nessuna delle inuentioni humane può esser cosi sagacemente proposta, & ordinata tra le genti, che' non vi si troui, & ben presto qualche volta vn biasimeuole abuso, & non per altro pare, che cio auuenga se non perche gli ordini per la stabilità de gli stati deue nodipen∣der da quella sorte di prudēza, la qual si riconosce esser dono del do∣nator delle gratie tutte verso di noi.
X. Gli accidenti, che si veggono auuenire alcuna volta nel mondo, quan∣do non se ne possa render conto, ò ragione: egli è veri simile, che è vengono per vnaprefissa volontà superiore, ò per gastigo de i casi disperati, & per correttion de i debili, che minacciano la propria rouina.
XI. La potenza di Dio è tale, che non solamente lagioua tal volta à i suoi serui, ma ancora à gli adherenti per dar' essempio all' vniuersale del come la misericordia diuina sia propitia ad altri conforme alla speranza, che hauer se ne deue.
XII. Pietà d'vn prelato veramente degno del nome di pastore, ma poco imitato ne i tempi nostri, ma però sempre lodeuole nella memoria delle genti.
XIII. Semplice superstitione, & strana fantasia delle genti antiche per cono∣scenza della natura di alcune nationi non ancora del tutto lungi da tale humore.
XIIII. Sono alcuni huomini di guerra stati per diuerse cause fatali alle natio∣ni nemiche; però da simili (poi che' nō ben conosciuti) si deue guar∣dare ogni altro del come contra di essi ei s' habbia da gouernare; accio che' non paia, ch' ei voglia vi tar temerariamente la fortuna, ò la virtù superiore.
XV. De i casi accidentali non occorre discorrere essendo ciò proprietà del destino. ma della molta fedeltà d'vno animal bruto se ne deue ri∣gittare il biasimo del contrario sopra de gli huomini che di natura fallaci, & perfidi tal volta ci viuono.
XVI. Ancor, che molte volte le cause imaginate per tali effetti potessero parer giuste assai, non ne mancherà mai colore quando mancassero quelle, à chi alcuna cosa far vorrà, pur che le forzeui sitrouino.
XVII. Nessuna cosa è piu Iodeuole in vn Principe, che dar di se oppinione di prudente: il che fare consiste non solo nell' opere, ma nella tempe∣ranza della lingua ancora.
XVIII. Egli s' è trouato esser quasi impossibile lo emēdare gli errori, che la na∣tura anch' essa fa piu in vna Nation, che in vn' altra circa l'im∣prudenza de gli huomini. Et ben cio pero si può risoluere, Che questo Niceforo Greco pur essendo, era nato di poi, che tutte le antiche virtù de i Greci s'eran partite da loro: poi che per lui Principe es∣sendo non ve n'era rimasta pur vna.
XIX. L'accrescimento della prole in vna honesta, & illustre consanguinità arreca honore, & chiarezza: & tra i Romani fu gia vn costume tale, che chi si trouaua esser maritato haueua ne i consigli publichi assai vantaggio presupposto le altri considerationi dell' honor loro equali, da chi maritato non era.
XX. Egli è manifesto assai gli huomini in alcune cose esser sotto posti al fa∣to ò vero destino & hauere i loro Genij, il che in molti luòghi si ri∣mostra: ma bastici hora lo aggiugner, che ancora à Bruto Romano ne i Filippi era apparso il suo Genio innanzi aldi della sua morte. Et però si conosce tra i Christiani essere ancor necessario di viuere in tal modo, che noi ci rimostriamo, et siamo in effetto sempre presti à riceuer quel fine della vita, che Dio col mezo della natura ci haurà constituito.
XXI. Chi è auuertito, & non si riguarda, sarà stimato huomo poco prudente, & male atto à consigliare altri.
XXII. La virtù sempre dalla virtù medesima ritroua fauore secondo gli huomini ne i quali ella si riposa.
XXIII. Nessuna piu stabil cagione apparisce fino ad hora della fermezza dello Imperio, che la prima risolutione fatta di quella positione Imperia∣le nella natione Alamanna: & di poi nella elettion de gli Impe∣ratori dipendenti da i sette Elettori della stessa natione.
XXIIII. La tirannide ha questa qualià, che mentre, che ella è viua, & si puo preualere la si fa ancor temere: ma se la manca (come presto auuien) per morte ogni huomo sene burla, non hauendo hauuto gia mai chi l' hauesse amata.
XXV. Gli huomini i quali dlla potenza di Sathanasso saranno occupati rius∣ciranno ancora di ogni loro apparente grandezza in vergogna al mondo, & in danno perpetuo di loro stessi.
XXVI. Essendo l'odio delle genti contra d vna natione intera senza distintio∣tione alcuna, non sene deue ricercar la cagione per via naturale: ma credere assolutamente, che cio auuien per la disposition della diuina volontà.
XXVII. Produce la natura, ò il peccato qualche volta materia insolita da stancare ogni ostinato Filosofo.
XXVIII. Quando vn Principe cerca piu tosto la fermezza dello stato suo dalla temperanza, che dalla violenza ei sarà veramente sempre stimato lodeuole.
XXIX. Quei Giudici, i quali dalle fattioni son mossi, & prouocati gia mai non potranno ottenere il nòme di esser giusti: sapiendosi certo, che la Giustitia da ogni partialità deue esser lontana.
XXX. Dante scrisse in Thoscano sua propria lingua, ma conobbe le scienze tutte, che nell' altre lingue dall' altre nationi sono state scritte.
XXXI. Tanto può ne i petti humani l'amore, l'odio, che la partialità di tali af∣fetti si lascia non pur conoscer intorno alle cose nostre terrene af∣fatto: ma nell' attioni, & negli animi de gli stessi professori delle lettere sacre ancora.
XXXII. Le marauiglie della natura accidentali non solamente auuengono per vna occasione, ma per molte: & specialmente nella morte de i Prin∣cipi di gran consequenza, per la qualità de i tempi, ò per le qualità delle nationi, ò della terra doue le si veggono.
XXXIII. Alcuna volta è auueeuto, che i maggiori danni anuenutici sono stati procacciati da i proprij Principi: i quali male hanno conosciuto quello, che piu laro si conueniua.
XXXIIII. La Filosofia scolastica posseduta da huomo di natura gagliarda riusci∣rà nelle cose sue tanto simile à se stesso, che poco profitto ne lascerà al mondo.
XXXV. I casi delli huomini fortuiti son diuersi, per i quali facilmente noi pos∣siamo riconoscer la potenza diuina quanto la ci sia benigna ancor nelle cose non punto prima pensate, che le ci sieno auuenute.
XXXVI. La temperanza lascia di se stessa, & di chi l'ama sempre chiaro nome appresso de i discendenti, ma con poca imitation di quella ne i tem∣pi moderni.
XXXVII. E' pare, che la facilità di stampar le cose scritte habbia causata la mol∣tiplication de i concetti ne gli huomini. Et per consequenza con la molta commodità di quella ancor molte dissensiom non soi nel go∣uerno temporale, ma nello ecclesiastico similmente sieno auuenute.
XXXVIII. Nessuna attione appresso de gli huomini di animo nobile è piu stimata di quella, che riguarda l' honor Donnesco, ò nel proprio, ò nell' al∣trui rispetto.
XXXIX. La seuerità è lodata drittamente in vn general di guerra quando ell' è accompagnata à i tempi debiti con la gratitudine, & con la libe∣ralità.
XL. Ancora delle cose piccole se le siano per natura strauaganti noi possia∣mo alcuna volta prender per noi stessi buono augurio se l'animo no∣stro ci farà sperar bene nella propria fortuna nostra.
XLI. L'essempio di alcuni animali bruti in materia di nobile, & discreta vsanza douerria esser documento di molti, che tanto non sanno, se ben sono anch' essi animali in forma d' huomini.
XLII. Vfficio lodeuole per i rispetti consequenti, che da altri minori di fortuna sino à i tempi nostri è stato imitato.
XLIII. Nessuno huomo per grande, che' si sia non deue stimar la sua fortuna stabile, & impermutabile, perche auuengon casi spessò, che ci fanno conoscere il contrario con nostro grande scommodo.
XLIIII. Doue manca il Giudicio poco può giouar la scienza per che quello è la guida d ogni nostro presupposto studio. Questa risolution non piace i piu de i nostri tempi, i quali nella seta, & nella apparenza dell' ro hanno formata tutta la loro ambitioe piu toste, che nella consi∣deration douuta à i casi, che s' incontrano in essi.
XLV. Quel che si può ascriuere à lode propriamente dello ingegno di ch, guisce alcuna cosa stimata difficile, non bisog na punto tra vi superstition di marauiglia: sapendosi, che i l'rincipi sene, sempre saranno dipendenti per diuersi casi dalla volontà diuina qualunque sorte si sieno essi.
XLVI. Ancora, che i prodigij non sieno ammessi dalla Religion Christiana: la consideration d'essi non di meno può tal volta farci drizzar l'a∣nimo al sommo motore per hauerlo più fauoreuole nella essecution delle cose stesse da i cieli apparecchiateci, non sidicendo in vano, Che Sapiens dominabitur astris.
XLVII. La cautela di Ottauiano per vn sogno fattoli conoscere fu lodeuole poi, ch' ei seppe intender, che la disposition delle stelle era nel suo fauore apparecchiata.
XLVIII. Non le sepolture danno la sama honesta alle huomiti honorandoli: ma l'opere, & i libri di quelli danno loro la fama desiderata conseruan∣done la memoria: senza la quale nulla altro riescono, che terra da i viui rimasti sempre odiata.
XLIX. Malattia straordinaria, & il suo rimedio non punto però strauagante, quantunque da alcuni filosoficamente non se ne possa forse ricono∣scer la ragione; perche ne i libri lora non se ne parla.
L. La crudeltà fu sempre con ragione odiata, & ancor da i Principi, ch' alcuna volta crudeli si fussero stati nō sopportata, accio che' non pa∣resse, che' n' hauessero ancor presa in vn certo modo la protettione.
LI. I casi alcuna volta delle nostre operationi ci riescon prodigij ò prescienze.
LII. La gratitudine doue esser libera, & pronta; & non spronata, ò tirata con gli arguni, come la si riconosce nel piu numero delle persone del nostro torbido secolo.
LIII Beati quei Principi, che ascoltar possono à tempo le libere parole di chi che loro veramente sianò fedeli, & veritieri.
LIIII. Ogni scienza può hauer alcuna segreta circonstanza rara, ma il sapersene seruire è conceduto à pochi.
LV. Spesso auuenne, & ancor hoggi si vede in parti del mondo diuerse, che le prouincie intere d'vno Imperio molto grande, ò d'vn Regno assai largo son lacerate da i loro gouernatori per mancamento di ordine, ò di consideratione dalla parte del capo stesso di esso Imperio, ò di quel Regno.
LVI. I Principi non deueno con la relation delle nouelle, che si porgon loro nelle orecchie mescolare in parte alcuna la passiō lor propria d'odio: per non farle riuscir calumnie in lor proprio biasimo, & in danno de i calumniati.
LVII.asi, che ci auuengono nei pericoli ai noi stessi spesse volte son tanti, che l'intera arte, & l'esperienza del medicar difficilmente ci posson soccorrere: volendo la natura tal volta anch' ella operar qual cosa per se stessa nelle sue creature.
LVIII. E'pare, che in questo suggetto si riconosca non altro, che vna massa d' humori del tutto tra di loro disutili, & non proueduti da i medici, ma crescaiti à cas quasi superflai alla luce del sole.
LIX. Se nella guerra non sarà ordine in ogni attione che le sorte ci apparec∣chia poco si può sperar del proprio honore, & del profitto necessario àchi la gouerna.
LX. La curiosità di saper tutte le cose altrui, che dishonor concerner pos∣sono non sta bene ad ogni huomo: & spetialmente quando il Signor vi può hauer parte. Ma tanto meno è honesta vna tal curiosità, quanto la può alcuna volta scoprir delle cose dannose à gli stessi sci∣occamente curiosi.
LXI. L'humor malinconico quando si dirizza ad vno eccesso di vitiosa pazzia, non sol merita commiseratione; ma qualche volta il riso ancora general de gli huomini.
LXII. E' non pare, che la natura habbia gia mai mancato di produrre huomi∣ni per diuersi tempi vtili nelle scienze, & nell' arti, & atti ad ogni industria di emendar quelli errori, che di giorno in giorno scoprir si veggono intorno ad esse; ma l' inuidia matrigna d'ogni ingegno nobile sempre cercò di opprimere, & di soffocar quelle persono le quali dalla virtù nutrite di quella cercano di cōtentarsi senza piu.
LXIII. La virtù, & l'eccellenza delle cose di singular solertia è col tempo ri∣dottate in ogni natione della quale si possa da noi hauer conoscenza: per prouocation senza dubbio della douuta lode, & del premio me∣ritato si riconosce.
LXIIII. Vna certa natural bontà si riconosce spesso ne i bruti animali non me∣no che ne gli huomini, & qualche volta di gran lunga superiore.
LXV. La sorte, che alcuna volta ci viene in fauore, piu tosto celeste volontà sideue nominare.
LXVI. Alla industria humana nessuna qualità della natura si può ascon∣dere quando la sia bene vsata, & per buon fine.
LXVII. In questo modo di procedere si riconosce vna somma diligenza, & Religione vguale.
LXVIII. Ne i consigli militari potendosi seruire i Principi de gli effetti prodot∣ti dalla natura, ne riusciranno ancora stimati non meno prudenti, che fortunati.
LXIX. In ogni età è auuenuto, che per edification de gli animi nostri dalla possanza superiore sono auuenuti segni, & ammonitioni sicure per la salute di chi per bontà si è ritrouato viuer lodeuolmente, & per danno di chi vitiosamente viuere ha voluto.
LXX. L'amor d'vn cane verso il suo padrone senza dubbio e'grande: ma verso le cose stessè di esso è mirabile.
LXXI. Il proprio prouerbio, che sta sopra le teste dei delinquenti è, che nessuna mal fatta cosa può lungamente rimanere occulta.
LXXII. In questo caso pare, che la pietà, & la crudeltà amicheuol∣mente insieme conuenissero,
LXXIII. Il desiderio di chi ricercaua trouò riscontro di molto amicheuole inge∣gno in chi haueua da concedere: ò vero di poca esperienza politica circa la sua vltima risolution da lei sola dipendente.
LXXIIII. Molto possono i subiti, & non aspettati accidenti deuiar l'animo, & il sentimento dell' huomo per prudente, & pratico, ch' ei si sia delle cose del mondo.
LXXV. Maniera tirannica, ma al tutto ridicula per la sua inuentione non punto di buon colore, accio che' fusse conoscinto, & maladetto anco∣ra da tutti per quello, ch' ei riusci sino al fine.
LXXVI. Gli inganni, che tal volta l'arte militare, ò la Politica ricerca non de∣ueno passare alla perfidia, ò se ne sta in graue pericolo. Et è inditio di tēperata modestia quando le Republiche ò i Principi non voglion far ne i pericoli ancor grandi vendetta innanzi il tempo di quel, che fatto non sia stato da chi di mal far si pensana.
LXXVII. La curiosità non bene vsata circa l'esperienza de i segreti humani costa tal volta molto piu di quel, chi l' huom vorebbe.
LXXVIII. Non sono i prodigij sino ad hora da esser disprezzati benche la nostra Religion non ce li conceda: perche molti se ne son conosciuti ne i tempi nostri esser riusciti veritieri.
LXXIX. Ad vn huom disperato di animo, se nel mal far si gli ha da dare consi∣glio, non si egli gioua punto: ma nello intraprender cosa lodeuole, all' hora vi si troua capacità basteuole di riceuere ognibuō ricordo.
LXXX. Gran differenza si riconosce dalla riuscita dell' vna, & dell' altra par∣te d'alcuna cosa, che s' intraprenda quanta sene vede dal ben' al male: perche il fine essendo stato vno, diuerse furō le cause della cosa intrapresa: & cosi vna merita lode honorata l'altra biasimo oscuro.
LXXXI. Quei Principi, che conseruarono gli ordini, & le leggi antiche, ancor che non del tutto piaceuoli à i genij loro, son sempre stt per la lor temperanza nel desiderare: equità nel giudicare: & pa∣tientia nel comportare.
LXXXII. L'auaritia di chi gouerna gli stati altrui è qualehe volta notata come la merita.
LXXXIII. La corruttione altrui troua spesso il gastigo douutole quando la si ris∣contra in vno ingegno risoluto, & in vn Principe di bontà sincera.
LXXXIIII. Il giuditio naturale del medico spesso gioua piu, che ogni altra sorte di medicina, la qual cosa ne i casi qui manifesti siriconosce.
LXXXV. Capriccio strauagante da vero fu questo altro.
LXXXVI. Timor di ceruello stolto da fare arrossir Caligula di vergogna.
LXXXVII. Qui si riconosce quanto la natura alcuna volta sostener ci puóte: & l' industria quanto ella giouar possa tal volta à risanar non solamen∣te i corpi nostri, magli animi ancora.
LXXXVIII. L'alteration della natura è al tutto onnipotente per farci conoscer la nostra fragil qualità della quale noi siamo composti.
LXXXIX. Della varietà, che si scopre ogni hor delle cose dalla natura fatte nō se ne deueno marauigliar gli huomini prudenti, ma lasciarne l'ammi∣ratione all' ignoranza de gli altri.
XC. Appresso de gli antichi furon veduti alcuna volta de i casi grandi sti∣mati giustamēte miracoli, ma da essi detti prodigij: da Dio però all' hora per alcun fine permessi, che ai saui del mondo la ragion se n' oc∣culta.
XCI. L'Ethimologie de i nomi aggiunti alle nationi, & à i priuati quando son con bene indirizzato fine espresse, & dichiarate sempre riescō lodeuoli.
XCII. La modestia de gli huomini grandi tanto è piu lodeuole quanto essi son de gli altri maggiori, & accresciuti da i magistrati.
XCIII. Quando le stelle son sopra di noi con contraria disposition dalla nostra volontà; Noi possiam bone mantenerci con l'animo libero verso del sommo bene: ma non gia se non difficilmente fuggir quel fine, che da quelle ci è destinato.
XCIIII. E' si è trouato alcune volte, che due persone lontanissime di natione tra di loro, & di educatione, & di Religione, come del corso de i tempi, in alcuna nobile attione honoratamente sisono scontrate con gli animi veramente conformi.
XCV. Non basta la bontà à viuere honorato in vno stato, ma si ricerca ancora l'arte, & il valor naturale.
XCVI. Quei, che con qualche viltà peruengono à grande stato, per viltà an∣cora ne son cauati: non essendo ragioneuole, che la virtù, & l'armi sien soffocate dall' altrui odiata viltà, & dappocaggine.
XCVII. La fama ò buona ò cattiua dalcun, che la si sia, bisogna sia conforme all' opere d'onde ell' esce se la deue acquistar credito.
XCVIII. La Religione, le leggi, le scienze, l'arti, & i seruitij curiali occupano la maggior parte de gli huomini tra i Christiani tutti, accio che' se ne accresca lo Imperio Turchesco non solamente à vergogna, ma à danno nostro comune.
XCIX. De i segreti naturali non sia nessuno tanto confidente di se stesso, che' si pensi di sapergli tutti: perche molti ne sono ascosti, & moltidi giorno in giorno si scoprono: come permette lapotestà superiore, la quale co i suoi mezi regola le cose tutte.
C. Chi della partialità popolare cerca di nutrirsi, dalla stessa partialità à lungo viene oppresso, & soffocato: & tanto piu cio auuiene quando non vi apparisce alcun fondamēto saldo, che possa assicurare il pro∣motor de i trauagli da vna manifesta rouina che gli viene addosso.